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In varie città la denuncia del default dell’ippica

A Napoli dove non è escluso il licenziamento dei 76 dipendenti nel caso di un ulteriore taglio e probabile chiusura di Agnano.
queste richieste:

Per mantenere in vita il settore e non togliere la speranza alle migliaia di famiglie che vivono di “ippica”, nell’immediato, basterebbero tre interventi, per illustrare i quali abbiamo chiesto, per adesso senza successo, di essere ascoltati dalla politica di riferimento.

d) Si eviti ogni taglio, previsto dalla legge di stabilità, ai capitoli di spesa destinati al settore confermando, almeno, le risorse dell’anno in corso. Si tenga conto che le risorse destinate all’ippica sono produttive, alimentano un’intera filiera, costituiscono un volano per la produzione di reddito e creano gettito per l’erario.

e) Si presenti un Piano Strategico del Settore, adeguatamente finanziato e sostenuto, che preveda lo sviluppo della filiera ed individui gli obiettivi da raggiungere. In tale ambito, il MIPAAF potrebbe aggiornare il Piano Strategico del 2009, ancora non applicato, tenendo conto delle modifiche normative intervenute e delle attuali condizioni del settore.

f) Si approvi la riforma di una “governance” del settore partecipata dalla filiera ippica che rimuova blocchi e vincoli burocratici e garantisca risorse e fonti di finanziamento certe e stabili.
A livello locale, purtroppo, il taglio delle risorse previsto porterà la filiera, già in crisi emergenziale, al collasso, e gli ippodromi non vogliono subire in silenzio, ma far capire che esistere ancora una potenzialità di sviluppo per un settore produttivo, per una filiera che impiega uomini, mezzi e cavalli. Se invece si procederà con i tagli gli ippodromi non saranno più nelle condizioni di garantire l’apertura degli impianti.

A Milano gli interventi di:
Per la prima volta l’ippica trova un’assoluta unità di intenti in tutte le categorie della filiera – ha sottolineatoStefano Marzullo, Amministratore Delegato della Società Trenno – La nostra non è solo una richiesta di attenzione, per scongiurare il default e il fallimento dell’ippica: vogliamo anche definire una base solida per costruire il futuro e il rilancio del comparto. Non possiamo più subire altre riduzioni nel montepremi e nei corrispettivi per gli ippodromi: negli ultimi cinque anni nel nostro Paese il montepremi è stato tagliato del 55%, le corse sono diminuite del 40%. L’ippica ha pagato a caro prezzo l’assenza di una rappresentatività unica per interloquire con le istituzioni, oggi questa realtà sta prendendo forma e si propone di operare in modo unito con obiettivi comuni”.
Isabella Asti Bezzera, presidente degli allevatori di galoppo: “E’ estremamente positiva questa unità di intenti e la costituzione di un unico comitato rappresentativo. L’ippica ha già subito troppe riduzioni: va ricordato al governo che negli ultimi anni sono stati tolti al nostro settore 100 milioni di euro, un taglio che doveva essere ripartito tra le diverse componenti del Ministero per le Politiche Agricole, ma che alla fine è andato a scapito della sola ippica. La nuova governance è indispensabile: l’intero settore va profondamente riformato, anche per quanto riguarda le scommesse ippiche, ma senza una base sicura, una quota montepremi fissa, lavorare sul futuro è impossibile”.
Piero Eigenmann, vice presidente degli allevatori di trotto, ha confermato le posizioni comuni: “Non possiamo più affrontare ulteriori sacrifici, il provvedimento ventilato dalla Legge di Stabilità colpisce l’intero settore in modo trasversale, la nascita di questo Comitato è la prova più tangibile che l’ippica italiana, oggi, è una realtà unica che chiede e che merita tutela da parte delle istituzioni”.

Nella conferenza di Torino le parole del sindaco di di Vinovo Gianfranco Guerrini
:
“L’amministrazione comunale di Vinovo è da sempre vicina all’attività dell’ippodromo di Vinovo che rappresenta una importante realtà sul territorio. In questi mesi, in merito alla crisi del comparto, ho più volte incontrato sia il consigliere Andrea Appiano che il vicesindaco della Città Metropolitana di Torino Alberto Avetta. Con quest’ultimo si è convenuto più volte che la dimensione del nostro ippodromo è proprio da vedere all’interno della Città Metropolitana. L’ippodromo di Vinovo è importante per tutta la realtà produttiva del torinese, anche al di fuori dei confini di Vinovo. L’amministrazione che presiedo sarà sempre presente e vicina ad ogni necessità che proviene dall’ippica e dal suo indotto. Sono il primo a farmi carico di portate le problematiche dell’ippodromo anche sui tavoli della Città Metropolitana e della Regione Piemonte.

Le parole di Pautasso a Roma:

Senza continuità aziendale non si può andare avanti. Il Ministero ci costringerà restituire le chiavi dell’ippodromo”
“La totale mancanza di risposte da parte del Governo e, in primis del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, primo interlocutore del comparto ippico, lascia francamente disorientato l’intero settore che non può che prendere atto di una totale mancanza di attenzione da parte delle istituzioni. Non siamo stati contattati né tantomeno convocati e la forte denuncia di imminente collasso manifestata dalla filiera ippica, per una volta veramente unita, non ha purtroppo portato risultati nonostante abbia avuto la dovuta attenzione mediatica”.

In varie città la denuncia del default dell’ippicaultima modifica: 2015-12-15T08:37:34+01:00da matteuzzo2001
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